Ha preso a morsi sulle braccia la moglie di 33 anni e la suocera di 56 e per questo l’uomo, un quarantenne di Nepi, è stato arrestato. Le donne stavano in auto nel centro di Corchiano quando sono state fermate dall’uomo che senza motivo ha aperto lo sportello ed ha iniziato a sferrare calci e morsi prima alla moglie e poi alla suocera.
Archivio per Dicembre, 2007
Quell’intreccio fra buona sorte e iper-tecnologia
«Benvenuti nel programma di installazione di invio elettronico». Siamo tutti connessi, abbiamo scaricato il software e compilato i moduli sul pc di casa o in ufficio. Pronti a partecipare alla gara del decreto flussi 2007. Niente code davanti agli uffici postali, nè bivacchi notturni per arrivare ai primi posti. Eppure gli immigrati non sono così tranquilli: c’è chi lancia in aria una moneta, chi digiuna per fare un fioretto o prega fitto fitto, in chiesa o in una moschea, in attesa del verdetto sulla propria domanda di assunzione online. Molto dipenderà dalla sorte. Sì, la sorte, che assisterà e che incanalerà, dalle 8 in poi di sabato, l’invio delle domande e deciderà (complici il traffico della rete e il provider, il tipo di computer e la velocità della connessione – fibra o Adsl che sia) la graduatoria dei primi 170mila classificati.
Ogni medaglia ha il suo rovescio, ogni legge il suo… “rimedio”. E così è andata pure con la legge sulle assunzioni degli extracomunitari. Infatti, l’idea di dover prendere come dipendente un cittadino mai visto prima, magari chiamato per posta, ha fatto inorridire imprenditori e famiglie. «Con tutti quelli che già ci sono in Italia» si sono dette migliaia di famiglie che hanno continuato ad affidare il collocamento al passaparola e hanno dato lavoro a intere tribù di zie e cugine, sorelle e cognate di una brava colf o badante “capocordata”. Con il risultato che, anche quest’anno, il decreto flussi assomiglia molto più alla vecchia sanatoria che alle assunzioni volute dalla Bossi-Fini.
Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, e il suo staff (più di cento funzionari del Dipartimento Libertà civili e immigrazione) hanno puntato tutto nella costruzione della complessa macchina e nell’appoggio di sindacati e associazioni di categoria che hanno preso in carica la compilazione delle pratiche per i datori di lavoro che non hanno il computer e che non lo sanno usare.
Adesso arriva il bello. La sorte per gli immigrati è sullo stesso piatto della bilancia della sfida che il Viminale ha lanciato e che solo dall’esito e dal funzionamento del sistema telematico di ricezione delle domande potrà dire, non prima di sabato, se la moneta cadrà dal lato dell’Italia moderna, che coprirà il volto della Penisola delle code e dei bivacchi notturni di immigrati davanti alle poste.
Due le incognite decisive sulla sfida del Viminale. La prima è esclusivamente tecnica, legata al server e alla sua capacità di assorbire l’onda d’urto delle domande: dalla sua “tenuta” dipenderanno la riuscita immediata dell’operazione e la scommessa sul cambiamento. La seconda è legata ai numeri ma forse è molto di più. Perchè dal totale delle richieste, dal loro esatto ordine di arrivo e di classificazione, quindi dai risultati finali, dipenderà l’immagine dell’Italia moderna. E dal conteggio finale si capirà anche che il decreto flussi sarà stato, ancora una volta, un involontario “censimento” degli stranieri clandestini.
ma il nodo è la velocita dell’Adsl
È USCITA l’offerta dell’IPTv di Wind, mentre l’11 dicembre sarà presentata quella di Tiscali, aggiungendosi alle IPTv di Fastweb e Telecom Italia, già disponibili: si chiuderà così il cerchio, entro fine anno, delle televisioni su Adsl italiane. Finora non sono state una rivoluzione e l’offerta di Wind, Infostrada Tv, conferma la tendenza, con tutti i limiti tipici: è elitaria (disponibile solo a Roma e Milano, per ora) ed è povera di contenuti alternativi a quelli già disponibili sulle altre tv digitali.
E ancora: ha un canone di sette euro al mese, che si aggiunge come opzione abbinabile alle offerte dual play di Libero (Tutto Incluso e Absolute: Adsl + telefono). Si pagano inoltre 99 euro di attivazione, che in promozione ora costa 49,50 euro. Si riceve così, a 25 giorni dalla richiesta, un pacco da Wind, comprendente il set top box per l’IPTv e un router Adsl WiFi. Il set top box è anche un registratore, con hard disk, in grado di contenere fino a 100 ore di programmi. La registrazione è programmabile anche via Internet. Un’altra funzione, abbastanza innovativa, del set top box è la capacità di portare sulla Tv la musica e le foto presenti sul computer dell’utente.
L’IPTv di Wind (come quella dei concorrenti) supporta l’alta definizione, ma fino a 1080i (che è un passo indietro rispetto alla FullHd 1080p dei nuovi schermi Tv). L’offerta è limitata ai canali nazionali del digitale terrestre (Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La 7, MTV Italia, SportItalia, SportItalia Live24, Boing, Rai News 24) e a una selezione di quelli internazionali. A parte, ci si può abbonare a Sky: fino al primo febbraio, in promozione, ci sono tutti i canali a 15 euro al mese. Dopo, il canone leviterà (36 euro al mese per i soli Mondo più Cinema Sky). Più avanti nel 2008 Wind aggiungerà contenuti on demand (su richiesta, come una libreria di film), già presenti nell’offerta Alice e Fastweb, che inoltre hanno una copertura molto più estesa.
Il problema comune è che ora solo una minoranza delle Adsl italiane è abbastanza veloce per supportare l’IPTv; dipende dalla presenza di nuovi apparati in centrale (Adsl 2 Plus), ma anche dallo stato doppini di rame, a casa: devono essere non troppo lunghi o usurati. A riguardo, una ventata di speranza è arrivata da Telecom: quest’autunno ha cominciato a fornire l’IPTv anche sull’Adsl base, poiché l’ha portata a 7 Mbps (dai precedenti 2 Mbps). Il che potrebbe aprire l’IPTv al pubblico di massa, anche perché ora Telecom ne offre la versione base come opzione gratuita dell’Adsl (a pagamento sono i canali Sky e i film recenti). Adesso, come risulta da fonti finanziare, gli utenti IPTv Alice sono arrivati a quota 100 mila.
Oltre alla copertura, pesa sul destino dell’IPTv italiana la povertà dei contenuti alternativi, rispetto alle analoghe televisioni francesi e inglesi. L’ha evidenziato uno studio di ITMedia Consulting. Non a caso l’Italia, pur essendo stato il primo tra i grandi Paesi europei a offrire l’IPTv, ha solo 200 mila abbonati ed è stato ben presto superato dalla Francia (1,8 milioni) e dalla Spagna (500 mila). Nel Regno Unito sono 100 mila, ma lì l’IPTv è partita solo quest’anno.
Tra l’altro, in Italia la concorrenza non è ancora davvero decollata: quasi tutti i nostri utenti sono di Fastweb; l’ultimo dato dichiarato da Telecom è fermo a quota 30 mila, l’anno scorso. Qualcosa di nuovo ci si aspetta da Tiscali; da una parte la sua IPTv resta gravata dal limite copertura (solo a Roma, Milano e Cagliari, al lancio), con la promessa di una prima espansione già entro marzo 2008; dall’altra, però, i contenuti avranno qualche aspetto originale.
“Ci saranno quattro categorie”, spiegano a Repubblica.it da Tiscali, “oltre ai canali classici, avremo programmi musicali, per i bambini e user generated content”. L’elemento più originale è quest’ultimo: contenuti generati dagli utenti, in piena filosofia web 2.0. Tiscali vuole confermare così il proprio spirito da Internet provider della prima ora: in molti casi è stato pioniere delle tecnologie (come con il VoIP, dal 2000), mentre sull’IPTv è arrivato ultimo, tra i grandi operatori, dopo due anni di rinvii. A conferma dei grossi dubbi che si nutrono sul futuro di questa piattaforma Tv, in Italia. Ma forse il 2008, con lo sbocciare della concorrenza, sarà l’anno della rivalsa.
Lunedì prossimo proclamato sciopero degli anestesisti
E’ stato proclamato uno sciopero nazionale degli aderenti all’UMSPED (AAROI–AIPAC–SNR), del personale delle categorie mediche: anestesisti rianimatori ospedalieri, patologi clinici, radiologi e medici di laboratorio dell’Area III della dirigenza medica. Lo sciopero è stato indetto per lunedì prossimo.
Nell’Azienda Unità Sanitaria Locale 1 Imperiese l’agitazione interessa pertanto tutti i dipendenti anestesisti rianimatori ospedalieri, patologi clinici, radiologi e medici di laboratorio dell’Area III della dirigenza medica. L’Azienda assicurerà, negli Ospedali e nelle Strutture Territoriali, il rispetto delle norme di legge sulla garanzia dei servizi pubblici essenziali e delle emergenze, per ridurre il più possibile eventuali disagi alla cittadinanza. In particolare: negli ospedali è garantita la normale attività dei Reparti di Emergenza e Pronto Soccorso; negli altri reparti sono garantite le prestazioni di urgenza, mentre l’attività programmata e prenotata potrebbe subire interruzioni o sospensioni; nei servizi del teritorio ed Rsa sono garantite le prestazioni d’urgenza e quelle assicurate nei giorni festivi nei Servizi.
Le 10 catastrofi subite dal mondo per colpa del pc
Sbagliando s’impara, recita l’adagio inventato per consolare gli imbranati. Ma il proverbio ammette almeno un’eccezione: se l’errore scatena una guerra mondiale che riduce il pianeta in cenere, difficilmente si potrà far meglio la prossima volta. Improbabile? Qualcuno lo dica a Stanislav Petrov, l’ufficiale sovietico di guardia la sera del 1983 in cui il sistema informatico di allarme anti missili dell’Urss segnalò un attacco proveniente dall’odiato nemico americano. Era un malfunzionamento del software e solo l’intuito di Petrov evitò che la guerra fredda andasse in ebollizione.
La storia recente insegna che il disastro è sempre in agguato. E nella nostra epoca sempre più tecno-dipendente, alcune delle peggiori catastrofi sono passate attraverso il computer. Lo svarione, assicurano gli smanettoni di professione, è sempre, rigorosamente umano: di chi usa il computer o di chi lo ha progettato.
E a difesa del nostro compagno di vita elettronico, va detto che il più costoso intoppo della storia della tecnologia, paradossalmente si è verificato la volta che i computer hanno funzionato perfettamente. Il famoso «millennium bug», il baco informatico che doveva bloccare gli elaboratori elettronici di tutto il mondo allo scoccare dell’anno 2000, si è rivelato una sostanziale bufala. Per difendersi dalla quale sono stati allestiti comitati di specialisti in tutto il mondo, avviate costose campagne di informazione e di innovazione tecnologica. Il tutto per un totale di spesa stimato in una cifra impossibile: 500 miliardi di euro. Naturalmente quando gli orologi dei computer segnarono le ore zero-zero, minuti zero-zero dell’anno 2000, non successe un bel niente. Se non che un bel po’ di consulenti informatici stavano festeggiando su spiagge tropicali alla salute del mondo credulone.
Dal blocco dell’aeroporto di Los Angeles alla perdita dei dati fiscali di 25 milioni di cittadini britannici: a stilare una classifica dei peggiori disastri tecnologici della storia imputabili ai computer ci ha pensato la versione australiana di Zdnet, un sito molto popolare tra gli appassionati di computer. Che nei forum on line si stanno scambiando la classifica tra loro come testo umoristico. E a dimostrazione che al peggio non c’è mai fine, hanno anche iniziato a scambiarsi messaggi con possibili aggiunte alla classifica, giudicandola incompleta e non così rappresentativa. Una sorta di «turismo macabro» dell’informatica.
Dalla Cina un concorrente di Eee PC?
Il sito taiwanese Digitimes riporta la notizia relativa ad un’azienda cinese, Hasee, impegnata nella realizzazione di un portatile a basso costo che dovrebbe andare a competere direttamente con la soluzione Eee PC di Asustek.
Il portatile è per ora identificato solamente dal codice Q540X e, secondo quanto si legge, sarà lanciato nel corso della giornata odierna, 6 Dicembre 2007. Le specifiche parlano di un processore Intel Celeron 540, una unità di storage da 80GB e un display da 13,3 pollici, che rendono il portatile più ingombrante rispetto alla soluzione di Asustek. Il peso è stimato essere di 2,19kg, mentre il prezzo, almeno sul mercato cinese, sarà di 2999 Yuan, ovvero circa 400 dollari US.
Le specifiche sulla carta sembrano essere interessanti e superiori a quelle della soluzione Eee Pc di Asustek: unità di storage più capiente, schermo più ampio e processore più performante (il Celeron 540 è infatti caratterizzato da una frequenza operativa di 1,86 GHz). E’ comunque bene precisare che, almeno da quanto si apprende leggendo tali specifiche, i target dei due prodotti saranno ben distinti.
Non è tuttavia possibile sapere quale sistema operativo verrà adottato e nemmeno se il particolare sistema verrà commercializzato al di fuori della regione cinese. Di sicuro questa notizia rappresenta un’ulteriore prova del fatto che Eee PC ha smosso qualcosa nel mercato dei sistemi portatili.
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